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  • Immagine del redattoreUmberto Tagliasacchi

Disturbi dell'umore - Depressione e distimia

Aggiornamento: 16 ott 2023


depressione

Il male di vivere


“È come se, nel fluire ininterrotto della vita, sia stato gettato un masso roccioso che blocca questo fluire. I pensieri sono risucchiati nel vortice di una sola idea, quella depressiva, che oscura e domina ogni altra idea e che toglie significato alla gioia: segnando ogni evento e ogni esperienza della vita con il sigillo della sofferenza, e frenando ogni realizzazione ogni attività” riporta Eugenio Borgna, famoso psichiatra, della depressione.

Nel 2015 2,8 milioni di italiani, secondo l’ISTAT, ne hanno sofferto di cui 1,3 milioni hanno sperimentato i sintomi della depressione maggiore. Sempre in riferimento al mal di vivere, negli anni della pandemia circa la metà delle persone ne ha sofferto i sintomi, e la “Repubblica” evidenzia che solo il 30% circa degli italiani riceve una diagnosi e cure adeguate, col rischio di autolesionismo e suicidio anche nei più giovani.

Nella depressione il tempo rallenta, non scorre, è pesante. “La vita perde il suo colore, si è incapaci di provare piacere e gioia per qualsiasi evento. Il tempo sembra essersi fermato. Si guardano le persone care con la sensazione di non provare nessuna emozione: il calore dei sentimenti non riesce a passare la cortina di gelo che ci isola” (Romano Battaglia). Il dolce ricordo del passato viene sostituito dall’amara immobilità, permeante ogni momento dell’esistenza, accompagnato dal ruvido rimorso, dal pesante attendersi che quanto è accaduto accada di nuovo.

Eppure l’uomo non è il tempo ma cosa ne facciamo del tempo che ci rimane, delle scelte che facciamo del tempo rimasto.

Nel senso comune il termine depressione riporta a disturbi psico-fisiologici: presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni fisiche, fisiologiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo”. Approfondiamo



Vivere nel passato


Tutti abbiamo affrontato una perdita, un lutto, un cambiamento che, per un certo periodo, non ci ha fatto andare avanti. Può essere stata la fine di un amore, un evento traumatico fissato di fronte ai nostri occhi, qualcosa che eravamo e non siamo più.

È necessario prestare attenzione quando il passato occupa più spazio del presente e del futuro, quando l’elemento che non è più presente viene idealizzato – pensato perfetto, migliore, senza macchia – rispetto alla sua totalità, quando non si è in grado di aprirci alle opportunità che si presentano. Il passato perde il ruolo di mentore per le scelte future incatenando in un caldo rifugio conosciuto in cui nascondersi.

Ma nascondersi non è vivere: l’incontro con un professionista può ridarti la speranza persa; ma per farlo è necessario che tu ti metta in discussione esponendoti ad un cambiamento. È un atto di coraggio e di fede faticoso; potresti non sentirti meritevole di stare bene, ma è necessario che tu ci provi



depressione tempo


La depressione maggiore ed il disturbo distimico


Depressione maggiore

Il DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) riporta che per diagnosticare un disturbo è necessaria la presenza di cinque o più dei sintomi che seguono per 2 settimane, causando un disagio clinicamente significativo ed un peggioramento della relazionalità:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni

  • marcata diminuzione dell'interesse o del piacere per tutte, o quasi, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni

  • significativa perdita di peso non dovuta a dieta, o aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi tutti i giorni

  • insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni

  • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni

  • faticabilità o perdita di energia quasi tutti i giorni

  • sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati quasi tutti i giorni

  • ridotta capacità di pensare o concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni

  • pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio.”


Distimia


A differenza della depressione maggiore, la distimia è un “avvilimento dell’anima” che si caratterizza, particolarmente per il criterio temporale, ovvero la sua cronicità.

Sempre il DSM-5 riporta come criteri un umore depresso cronico quasi tutti i giorni per almeno due anni negli adulti (almeno un anno nei bambini e adolescenti), ed almeno due tra i seguenti sintomi:

  • iperfagia o mancanza di appetito

  • difficoltà a dormire o ipersonnia

  • mancanza di energia o affaticamento

  • difficoltà a concentrarsi

  • sconforto, disperazione e impotenza appresa

  • tendenza alla svalutazione di sé



Le cause


Possiamo parlare di tre macro aree inerenti alla persona:

  • biologica: disfunzione nella regolazione della serotonina ed altre molecole che influenzano l’umore

  • psicologica: essere stati cresciuti da un genitore con depressione, traumi, malattie, cambiamenti significativi

  • genetica: l’ereditarietà e la presenza di alcuni geni sembrano contribuire alla manifestazione di un disturbo depressivo


Per quanto riguarda gli aspetti contestuali e sociali sono da elencare episodi ed elementi come:

  • lutto: per quanto sia la morte di qualcuno di vicino o la perdita di un’amicizia/legame sentimentale, la tristezza ed il dolore che normalmente si sperimentano rischiano di svilupparsi in una psicopatologia

  • conflitti: tra amici, in una relazione, in famiglia, sul posto di lavoro…

  • abusi: per quanto possa essere fisico o verbale, sessuale, emotivo

  • cambiamenti di vita: quando viene meno un aspetto che era stabile della nostra vita oppure si inizia, come un nuovo lavoro, un trasferimento, un cambiamento dello staus sociale, la nascita di un bambino, il passaggio dallo studio al lavoro o dal lavoro alla pensione, un infortunio per un atleta…

  • abuso di sostanze

  • contesto: forti elementi stressanti e stressogeni, come alti carichi di lavoro, un periodo intenso di studio prolungato


Le altre forme di depressione


  • depressione reattiva: causata da un evento che irrompe nella vita del singolo e ne comporta un’alterazione che va oltre le sue abilità di adattamento. La brevità temporale, legata all’evento che la fa scaturire, rischia di trasformarsi in un disturbo più duraturo se non gestito ed affrontato con cura

  • disturbo affettivo stagionale: si sposa con il passaggio delle stagioni, in particolare con l’autunno e la primavera

  • Depressione bipolare: come indicato dal termine, si tratta dell’alternanza del polo depressivo (cali dell’umore) e del polo (ipo)maniacale (alta energia, attività elevate, umore elevato, autostima eccessivamente alta, diminuzione del bisogno di dormire). La fase ipomaniale è un momento pericoloso per la possibilità di agiti suicidari o di autolesionismo


Depressione ed ansia


Spesso la depressione si accompagna a disturbi legati all’ansia, a quelli alimentari ed alle dipendenze. Alcune ricerche mostrano come circa la metà di persone con disturbo depressivo presentasse anche un disturbo d’ansia nell’arco della sua vita, mentre un secondo ne evidenza la contemporaneità sempre per il 50% degli utenti indagati – parliamo di ansia sociale, panico, PTSD, ansia generalizzata

Depressione

Come stare vicino a chi soffre di depressione


Le patologie depressive richiedono un tempo più lento di quanto la società attuale impone: la depressione è una psicopatologia che si muove con lentezza. Questo non deve portare alla colpevolizzazione della persona che non vuole affrontarla, dalla ipotetica pigrizia o scarso impegno. Non si deve colpevolizzare la persona: è necessario avere un approccio di comprensione e vicinanza supportandolo nell’intraprendere un percorso terapeutico nei cavi di maggior riguardo, sostenendolo come in qualsiasi altro dolore del corpo.




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